Menu principale:
Premi e Recensioni
PREMI E RECENSIONI
Premio della critica per l’opera: “Brevi saggi di letteratura dal Duecento ai giorni nostri”Ed. Nuova Impronta, Roma 2000
Comunicato stampa emesso dall’Ufficio Stampa della Edizioni Universum di Trento il 13/12/02
PREMIO DELLA CRITICA
“Omaggio a Francesco De Sanctis”
conferito a Bruna Tamburrini per l’opera “Scrittori, Poeti, Correnti letterarie – Brevi saggi di Letteratura dal Duecento ai nostri giorni”. (saggio) edita da Nuova Impronta, Roma, 2000 dalla Commissione di Lettura Internazionale della Casa Editrice Edizioni Universum di Trento.
Bruna Tamburrini è insegnante di Lettere nella Scuola Media Superiore. E’ associata e collabora con diversi gruppi letterari italiani tra cui “Poeti nella società” di Napoli, “Penna d’Autore” di Torino e l’Accademia Internazionale “Il Convivio”.
Si è perfezionata in Scienza e Storia della Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Urbino.
Nel 1998 ha pubblicato il suo primo libro di poesie dal titolo “Frammenti”.
In questo prezioso volume, la Tamburrini traccia a grandi linee la storia della letteratura dal Duecento ai nostri giorni, ma apre anche una finestra sulla letteratura mondiale e sull’intercultura. Un tema questo che come lei stessa afferma nella presentazione, “oggi fa discutere ed è di grande attualità”.
L’opera si apre con un saggio sul Dolce Stil Novo, che, come sappiamo, è un termine coniato da Dante Alighieri per designare una corrente letteraria, espressione della giovane letteratura italiana del 1200.
La dissertazione, sapientemente colta, prosegue poi rapidamente, ma in modo dettagliato e calzante, attraverso la poesia petrarchesca per giungere ai maggiori scrittori e poeti del Novecento: una carrellata dei nomi più emblematici della nostra letteratura da Pirandello a Tomasi di Lampedusa, da un Quasimodo ad un Ungaretti, ma non manca di toccare anche l’aspetto storico del tempo, inserendo i vari autori nelle rispettive correnti letterarie e nelle varie tematiche sociali come la tematica di Leonardo Sciascia e il rapporto con la società, il Movimento Femminile o la Tematica Sociale Letteraria degli anni Settanta e la scrittura come testimonianza di lotta. E’ caratteristica di questo periodo l’opera di Oriana Fallaci: “Lettera ad un bambino mai nato”.
Il libro della Tamburrini si conclude con “Breve panorama dei più importanti autori di letteratura mondiale contemporanea" e, in Appendice, con "“a Fiaba come mezzo di comunicazione e come strumento d'intercultura”.
Secondo l’autrice nella nostra società, dove sono sempre più frequenti fenomeni d’immigrazione, gli episodi d’intolleranza sono determinati dalla non conoscenza dei valori di quelle società. Così ella elenca le qualità dei vari popoli dagli Albanesi agli Africani, sostenendo che l‘ignoranza e il pregiudizio si possono sconfiggere solo con l’incontro di culture diverse.
E’ con il pensiero dell’autrice a tal proposito che ci piace concludere:
“Speriamo che questa interazione contribuisca ad arricchire il mondo in cui viviamo e soprattutto possa essere utile a far comprendere che al giorno d’oggi tutte le culture sono vive e capaci di amalgamarsi perfettamente”.
Renza Agnelli
Resp. Uff. Stampa EU
“ATEMPORALITA”: commento di una carissima amica
Le tue poesie delicatissime, raffinate e profonde mi hanno legato ad esse per sempre. Credo che ricorrerò al tuo libro ATEMPORALITA’ costantemente nel corso della mia vita, perché è ispirato da profonda umanità, contiene tutto ciò che è nell’uomo: il desiderio di amore universale, l’indignazione per le ipocrisie e le tante maschere contemporanee, i bilanci e il tentativo di dare un senso al proprio tempo terreno, la ricerca dell’armonia e la speranza di un tempo infinito che “misteriosamente” ci completi. Grazie del prezioso amico che mi hai regalato, con ammirazione
Donatella Foresi
Bruna Tamburrini
Bruna Tamburrini: la ricerca della
conoscenza e della felicità in Atemporalità,
(Cenacolo accademico Europeo, Poeti nella
società)
Racconti e poesie che sfilano in sintonia, in un unico discorso, emergente, del sociale e dei problemi dell’animo. Sono «l’espressione di alcuni momenti di vita» dell’Autrice, Bruna Tamburrini, che si rifugia nei ricordi per sfuggire ad una realtà da rigetto, per intraprendere un lungo viaggio verso la ricerca della conoscenza e della felicità, spinta dalla volontà, e dall’interesse, di sfociare «in un mondo purificato di atemporalità», inedito. Toccante il primo racconto, “A te”; rispecchia una delle tante situazioni precarie che affliggono l’umanità, quella della famiglia, che non è più tale, e le conseguenze deleterie della sua frantumazione: crollo dei valori, precipitare nel vizio, desiderio di “farla finita” con l’esistenza. Sentimenti di sfiducia e ipocrisia albergano negli uomini: si vive, «incompresi e strani”, dietro maschere, «nella lontananza di un cielo / ormai perso». Perché succedono certe cose, in questa società marcia?... Perché Roberta non reagisce alle violenze che le vengono inferte nei pressi di una chiesa?. «Non era il caso, oltre tutto avrebbe dovuto affrontare la temerarietà della gente». Un continuo lavorio interiore si agita nell’animo della poetessa, tra sfoghi, risentimenti, tristezza, illusioni e delusioni, un cadere a terra ed un risollevarsi, ed un concludere che «per vivere bene», «frammenti vibranti di poesia» devono lanciarci emozioni, invaderci e farci fremere perché la vita è ‘miracolo’ e per essa siamo «pronti a sorridere e a piangere». Quanta fantasia, legata agli extraterrestri, nel racconto “La storia del mondo!». Quegli esseri esistevano già prima dei dinosauri, abitavano la terra... La scienza aveva distrutto il pianeta ed essi si erano rifugiati in un altro corpo celeste... «La vecchietta vide scendere la navicella... Poi tutto tornò normale, in quella bella giornata di sole», ma i bambini non s’erano accorti di nulla e continuavano a giocare... Sembrerebbe più un’allucinazione della donna anziana che un fatto realmente accaduto, nell’immaginazione, naturalmente. L’autrice sottende, spesso, nei suoi scritti, un consiglio, un monito, un messaggio.
Antonia Izzi Rufo
RACCONTO 2° CLASSIFICATO ( medaglia d’argento) Premio TUSCOLORUM 2004.
…LASCIATEMI ANDARE…
Bruna Tamburrini saggista e poetessa (Scrittori, Poeti, correnti letterarie – brevi saggi di letteratura dal Duecento ai giorni nostri, Nuova impronta edizioni; Frammenti, collana di poesie curata dall’A.L.I. Penna d’Autore)
Bruna Tamburrini, docente di Lettere nella Scuola Media Superiore, collabora a diversi giornali. Recente è la pubblicazione dei suoi brevi saggi sulla letteratura italiana, disposti per ordine cronologico, a partire dalle origini fino ai giorni nostri. Nel volume, che largo spazio concede alla letteratura del Novecento, emblematico è il saggio su Charles Baudelaire, l’unico che riguarda autori stranieri, comparso anche sulle colonne del nostro “Convivio”, mentre ampio spazio è dedicato al romanzo contemporaneo, la forma letteraria oggi certamente più diffusa. I brevi saggi, chiari, lineari, essenziali, accattivanti nella lettura, spesso presentano l’autore in un suo aspetto fondamentale, visto anche in ottica critica innovativa. Il modo di fare storia della critica della Tamburrini sembra avvicinarsi a quella di Croce, secondo il quale la storia della letteratura si può costruire solo attraverso i suoi autori, in quanto ogni autore costituisce un mondo a sé. La Tamburrini, infatti, è del parere che la letteratura «debba costituire sempre un momento di particolare riflessione, capace di farci comprendere il rapporto, a volte difficile e problematico, che intercorre tra gli scrittori, i poeti e il vissuto sociale in cui essi operano».
Vogliamo comunque fissare la nostra attenzione anche sulla breve silloge “Frammenti”. Si tratta di 28 poesie, in cui appare una visione positiva e ottimistica della vita. La poetessa non sa vedere il male in sé, quale negatività e malattia sociale. La vita, quasi un gioco, è un qualcosa di bello e va vissuta nella sua integrità. Le espressioni altamente poetiche spesso sono colme di metafore. «Non rotolare sull’erba i tuoi passi / risonanti di parole lontane». Le nuvole smarrite, sospinte dal vento, appaiono sulla nave grigia del cielo. La negatività dell’esistere e il nulla, come la sofferenza e il dolore, diventano così marginali. «Non può esistere il nulla / se di tanto sono vissuta / non può essere cenere / chi tanto ha vissuto». In questa concezione positiva il tempo si presenta quale fusione tra passato, presente e futuro, ma non quale elemento di disfacimento, bensì come progresso e processo naturale e continuo. Il trascorrere del tempo non è un male, non provoca angoscia e «se ti assale l’angoscia dei giorni… fermati, conviene girarsi e pensare». Il tempo scorre veloce per chi è felice, trascorre troppo lentamente per chi soffre. La depressione e il buio sono solo momenti passeggeri. Il “male di vivere” del mondo contemporaneo si nullifica. La crisi esistenziale viene colmata. La poesia della Tamburrini in questo senso è diversa. Essa sembra staccarsi dal mondo letterario odierno. La sua è una poesia d’amore, di pace, di felicità. E i sentimenti? Bisogna «saperli donare senza ritegno / non nasconderli / ma regalarli sempre / e ovunque».
Angelo Manitta
Terzo premio “CITTA' DI AVELLINO”- CONCORSO INTERNAZIONALE DI ARTE E LETTERATURA
Per l’opera: SCENEGGIATURE TEATRALI” Edito Nicola Calabria, 2003 di Bruna Tamburrini
Recensione di Giovanni Di Girolamo
Saggio-manuale sul modo di fare teatro. L’autrice Bruna Tamburrini, poetessa-scrittrice-pittrice-critica, è un nome molto noto in campo nazionale, ed in questa opera ci rioffre una chiara testimonianza della sua indiscussa capacità e poliedricità letteraria, oltreché originalità. Strutturato come saggio manuale, il libro parte dalla storia del teatro, dall’antica Grecia ai Romani, con le differenze d’impostazione e struttura che lo contraddistinsero; quindi passa a descriversi, con esempi pratici, come orchestrare una sceneggiatura teatrale, magari prendendo a prestito finanche una famosa opera letteraria, come ad esempio un episodio dell’Iliade, ovvero la storia del re Laomedonte, padre di Priamo; oppure la novella Andreuccio da Perugina, dal “Decamerone” di Boccaccio; ovvero, il Belfagor Arcidiavolo, novella di Niccolò Machiavelli; ed altri esempi ancora. Insomma, opera di indiscusso valore, rivolta principalmente agli addetti ai lavori ed a coloro che intendono cimentarsi in campo teatrale, per i quali fornisce un degno ed utile supporto, sia per quanto attiene l’impostazione scenografica, che lo sviluppo stesso dell’opera. E l’autrice si mostra senza dubbio all’altezza del compito, in ciò ricorrendo anche ad un linguaggio dialogico-espressivo di assoluta padronanza stilistica e discorsiva, rifuggendo dal facile manierismo e dalla scontata saccenteria che contraddistinguono di solito le saggistiche in genere.
(Dall’antologia “Albo d’oro”, Autori Vari, Nunzio Menna (a cura), Casa Editrice Menna , Avellino, 2005)